In Messico il settore del cacao è complesso: negli ultimi 30 anni oltre il 50% delle piantagioni è scomparso a causa di malattie, conversione dei terreni all’allevamento e sostituzione con monoculture più redditizie. Un piccolo settore di produttori e cioccolatieri artigianali promuove però pratiche sostenibili e filiere corte. Il progetto avvierà un Sistema Partecipativo di Garanzia (PGS) con 7 produttori giovani della comunità Slow Food “Cocaoteros del Río Mazapa”, rafforzando competenze e collaborazione. In parallelo otterranno la certificazione per la EU Deforestation Regulation (EUDR), facilitando l’accesso al mercato europeo e valorizzando il cacao sostenibile.
In Messico, il panorama del cacao è complesso. Negli ultimi trent’anni, oltre il 50% delle piantagioni di cacao è andato perduto a causa delle malattie, della conversione dei terreni agricoli all’allevamento e della sostituzione con monocolture più redditizie come la canna da zucchero, le banane e la palma da olio. A ciò si aggiungono l’invecchiamento della popolazione produttrice e la mancanza di ricambio generazionale. Di fronte a questo scenario, un settore piccolo ma in crescita di produttori di cacao e cioccolatieri artigianali è riuscito a aprire nuove strade negli ultimi 15 anni. Queste iniziative si caratterizzano per le loro pratiche rispettose dell’ambiente, l’uso di cacao locale, la produzione di prodotti freschi e sani e la creazione di filiere agroalimentari corte.
Promuovere la produzione, la commercializzazione e il consumo di cioccolato artigianale non solo favorisce il diritto a un’alimentazione sana e al benessere sociale, ma rafforza anche le economie locali indipendentemente dall’età, dal genere o dallo status sociale. Contribuisce inoltre alla conservazione dei sistemi agroforestali del cacao, essenziali per la biodiversità e la mitigazione dei cambiamenti climatici. È fondamentale riconoscere e coordinare gli sforzi dei vari attori sociali, produttivi e governativi coinvolti nello sviluppo del cacao e del cioccolato artigianale in Messico.
Con questo progetto miriamo a istituire un Sistema di Garanzia Partecipativa (PGS) pilota con 7 coltivatori di cacao appartenenti alla Comunità Slow Food Cocaoteros del Río Mazapa.
Un PGS è un sistema di garanzia della qualità a livello locale che certifica i produttori sulla base della partecipazione attiva, fondato sulla fiducia, sulle reti sociali e sullo scambio di conoscenze (IFOAM organics). L’implementazione del PGS durerà circa 12 mesi e consisterà in 4 fasi: (i) analisi iniziale e consegna del piano di progetto definitivo 3 mesi, (ii) rafforzamento delle capacità 3 mesi, (iii) implementazione 4 mesi, (iv) MEL (monitoraggio, valutazione e apprendimento) 2 mesi. A ciò seguirà, dopo la fine del progetto, la comunicazione e la diffusione dei risultati. Il punto di forza del PGS è che si tratta di uno strumento di base riconosciuto dal governo messicano come forma di certificazione biologica nazionale valida (Ley de Productos Orgánicos) e sostenuto dall’IFOAM. Il sistema realizzato potrà quindi costituire un riferimento per i coltivatori di cacao in altre zone del Messico, ma anche in altri paesi produttori di cacao. Parallelamente al PGS, i coltivatori di cacao otterranno anche una certificazione Deforestation Free (EUDR). Ciò consentirà l’accesso al mercato europeo, dove dalla fine del 2026 l’EUDR sarà obbligatoria anche per i piccoli agricoltori. Con questo progetto miriamo anche a rafforzare la collaborazione tra giovani imprenditori all’interno della rete internazionale Slow Food Youth Network. In pratica, i coltivatori di cacao e la diaspora collaboreranno con Sal y Chocolate, una startup con sede a Rotterdam che condivide la filosofia Slow Food e si concentra sulla valorizzazione di una filiera del cacao trasparente ed equa.
Sal y Chocolate si impegna a sostenere l’ingresso sul mercato dell’Unione Europea del cacao certificato al termine del progetto, in qualità di partner commerciale.
In definitiva, questo progetto rappresenta uno strumento per dare voce ai giovani coltivatori di cacao, riconoscendo il valore dell’importante lavoro che svolgono e, si spera, affinché diventino un esempio per altri giovani affinché continuino a coltivare la terra o tornino nei campi e diventino custodi della biodiversità, delle tradizioni e del sapere locali.